• venerdì 17 Settembre 2021 09:34

Blitz Raggi a ferragosto: approvato lo Statuto Ipa

Cinque anni di nulla, di silenzi, di commissari straordinari, di consulenze, di pizzette e supplì e, all’ultimo secondo, a ferragosto, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, accelera improvvisamente e decide di varare il nuovo Statuto dell’Istituto di Previdenza e Assistenza dei dipendenti comunali, l’IPA.

Link 1 (16 agosto 2021) – Il nuovo Statuto dell’IPA

E, ovviamente, parte il sacrosanto fuoco di fila dell’opposizione con il vicepresidente dell’Assemblea Capitolina, Francesco Figliomeni, che richiama la Raggi – cui ultimamente più volte ha fatto difetto il rispetto della divisione delle competenze fra Giunta e Consiglio – al rispetto delle prerogative dell’Aula Giulio Cesare.
Andiamo per ordine. Il 16 agosto, due giorni prima che il Consiglio e la Giunta venissero sciolti per la fine del mandato, la Raggi approva il nuovo statuto dell’Ipa.
Per redigere questo statuto era stato nominato un commissario straordinario nel lontanissimo maggio 2017. Ovvero, quattro anni di commissariamento che quasi miracolosamente si risolvono alla vigilia della fine del mandato di Virginia Raggi.

Link 2 (26 agosto 2021) – la Determina 315 del Commissario straordinario dell’Ipa sul nuovo Statuto

Nel frattempo, l’Ipa è finita sotto la lente di ingrandimento dei media a causa di una serie di consulenze e di spese quanto meno opinabili: indimenticabili i supplì e le pizzette messi in conto alle casse dell’Istituto.
Attacca Figliomeni: “Sono passati quattro anni di stallo dallo scioglimento del Consiglio di Amministrazione dell’Ipa e dalla nomina del Commissario straordinario che doveva preparare lo Statuto. Risulta alquanto ‘curiosa’ quest’accelerazione avvenuta il giorno dopo Ferragosto, esattamente un mese e mezzo prima” delle elezioni comunali.
Prosegue Figliomeni: “La Raggi ha pensato di bypassare l’Assemblea e di approvare unilateralmente lo Statuto dopo anni di immobilismo. E, certamente, adesso non si può dare la colpa del ritardo al covid dopo cinque lunghi anni di commissariamento. La Raggi, forse sempre più scioccata dalle bocciature da parte della magistratura, sta ignorando le pronunce del TAR del Lazio e della Cassazione che indicano nel Consiglio comunale l’unico organo deputato a cambiare l’assetto organizzativo dell’Istituto. Quest’ennesima forzatura conferma che la Raggi abbia sempre più contezza del fatto che tra poco andrà a casa e, pertanto, sta cercando di far passare alla chetichella questi provvedimenti. Ha però fatto male i suoi conti perché procederemo subito con un esposto e con una denuncia alle Autorità”.

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