• mercoledì 21 Aprile 2021 23:09
atac crack

 

Ad Atac servono 40 milioni. E servono subito o salta il Concordato. Lo scrive l’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, in due lettere spedite in Campidoglio al sindaco, Virginia Raggi, agli assessori al Bilancio, Gianni Lemmetti, e alla Mobilità, Pietro Calabrese, più alcuni altri funzionari.
La sintesi è drammaticamente semplice: tanto è salva Atac che se non arrivano rapidamente 40 milioni di euro va tutto all’aria. E i 40 milioni li deve mettere il Comune.
Prima lettera, del 18 febbraio (qui il link al testo completo). La pandemia, scrive Mottura, ha messo in crisi i conti aziendali. Già l’attesa di Atac sui ricavi era “molto sfidante” ma “non vi è alcuna possibilità che nel 2021 possa neutralizzarsi la perdita” sui ricavi pre-Covid. Anche perché il contratto di servizio precede che Atac si assuma integralmente il “rischio commerciale”.
In questa situazione gli obiettivi che l’azienda si è data per il 2021 e che sono fondati su un forte aumento di produzione reso possibile dal sostegno offerto dal Comune per il rinnovo della flotta bus, rischiano già nel brevissimo termine di essere finanziariamente insostenibili, con un effetto a catena sul raggiungimento della necessaria provvista di risorse da destinare al soddisfacimento degli adempimenti indicati nel piano concordatario”.
La soluzione è un “finanziamento del Socio, non remunerato, da versare in unica soluzione, nella misura di 40 milioni di euro pari alla perdita gestionale di esercizio”. Inoltre, “si richiede di prevedere il temine in oziale di restituzione successivamente all’approvazione del bilancio 2022”, cioè quello che spetterà al prossimo sindaco, considerato da Mottura “quale momento di definitivo accertamento e certificazione dell’impatto economico dei mancati ricavi”.
Passano cinque giorni e il 23 Mottura riscrive a tutti (qui il testo completo della lettera): “a seguito di una complessiva valutazione degli impegni assunti dalla Società e ritenendo prioritario garantire la celerità dell’iter, confermiamo la richiesta di riconoscimento di uno sostegno del Socio unico (il Comune, ndr) sotto forma di anticipazione finanziaria – a carattere infruttifero – sempre nella misura di 40 milioni di euro da restituire entro i 12 mesi successivi all’erogazione”.
E meno male che Atac era salva: la produzione aumenta perché i bus li compra il Comune e il Comune deve anche aprire il portafogli per mantenerla in vita.
Attacca Francesco Figliomeni (Fdi), vicepresidente del Consiglio comunale: “Un mese e mezzo fa l’allarme è stato lanciato dai Commissari giudiziali. Ora Atac ha chiesto al Comune un finanziamento di 40 milioni senza i quali non sarà in grado di rispettare il Concordato. Come Fratelli d’Italia vogliamo rassicurare i 12mila dipendenti Atac che tuteleremo dinanzi ad una Amministrazione che si preoccupa solamente di piazzare i suoi fedelissimi nei posti chiave per i prossimi anni”.

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