• martedì 28 Settembre 2021 00:02

Capannelle batte al Tar il Campidoglio e tutta la lunghissima partita per la concessione dell’impianto di trotto e galoppo di Roma torna in bilico: il Tribunale ha annullato la decisione del Campidoglio del 2017 con cui era stata respinta la richiesta di proroga della concessione a fronte di lavori di miglioria (qui il testo completo della sentenza).
Il tutto nasce quando il Campidoglio approva il nuovo regolamento per le concessioni negli impianti sportivi comunali.
Sinteticamente, se con il regolamento vecchio le concessioni venivano prorogate in maniera (quasi) automatica a fronte di migliorie fatte dai gestori, con il nuovo questo non viene più consentito. Quindi, mentre prima il gestore proponeva lavori di miglioria al Comune che, approvandoli, prolungava automaticamente la concessione (c’era una vera e propria tabella per queste prolungamenti), nel 2018 viene tutto azzerato. Solo che Hippogroup, la società che da 74 anni ha in gestione Capannelle, aveva già presentato una serie di lavori di miglioria parte dei quali avevano avuto origine dalla chiusura nel 2012 del trotto a Tor di Valle, spostato a Capannelle su richiesta dell’allora Amministrazione comunale.
Al Comune, però, hanno fatto orecchie da mercante anche perché la stessa Hippogroup, a causa della crisi del settore ippico, era entrata in concordato preventivo (lo stesso che poi il Comune chiederà per Atac) e il giudice aveva decurtato il canone dai 2,2 milioni originari a 66mila euro.
Da quelle settimane convulse – proteste, un allevatore che tentò di darsi fuoco, minacce di chiusura e licenziamenti – uscì fuori una sorta di tregua armata: il Campidoglio scende a più miti consigli senza spingere per l’iniziale cacciata di Hippogroup e quest’ultima che torna all’attività agonistica in occasione delle competizioni della primavera 2019.
Però i ricorsi presentati al Tar sono rimasti lì e ieri il primo è arrivato a dama: il Tribunale ha accolto il ricorso di Capannelle e ha annullato per “eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione” il diniego alla proroga della Concessione.
Si legge nella sentenza che il Comune “avrebbe dovuto svolgere una istruttoria idonea a verificare la sussistenza dei presupposti per l’accoglimento dell’istanza di prolungamento della concessione”  valutando non solo quanto già speso effettivamente ma anche quanto non ancora speso “per cause non imputabili alla concessionaria” ovvero “progetti sottoposti tempestivamente all’Amministrazione per i quali quest’ultima non aveva ultimato l’iter autorizzatorio”. Però Capannelle non ha diritto al risarcimento visto il canone scontato.

 

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