• martedì 22 Giugno 2021 22:52

 

Via libera al Grande Raccordo Anulare delle Bici – pomposo nome dato da Ignazio Marino al complesso delle ciclabili capitoline – anzi, no, non si può fare. Questo in sintesi il nuovo capolavoro della Soprintendenza speciale archeologica Belle arti e paesaggio di Roma (quella statale) che nel settembre 2018 esprime parere favorevole con prescrizioni al Grab e che ora se lo rimangia per altro ammettendo di non aver visionato il progetto. L’ultimo caso arriva sul passaggio dentro Villa Ada della ciclabile: nel 2018 sì, ora no con la Soprintendenza che ritiene “non ammissibile il passaggio del Grab all’interno di Villa Ada” suggerendo “che venga individuata una percorrenza esterna al perimetro della villa”.
Che la Soprintendenza speciale di Roma sia da molto tempo una sorta di contropotere con cui Sindaci e imprenditori devono venire a patti è cosa nota. Qualcuno dei casi più noti: no alle torri dello Stadio della Roma perché deturpavano la vista dal Gianicolo (che guarda al lato opposto), tentativo di apporre il vincolo sulle disastrate tribune di Tor di Valle, no ai parapedonali per impedire la sosta selvaggia o ai cestini per i rifiuti semplici.
Prima della ciclabile dentro Villa Ada, la precedente uscita della Soprintendenza era stata su un’altra ciclabile, quella sul Tevere. Ben dopo le polemiche sollevate da Carlo Calenda e dalle opposizioni sulla striscia di asfalto, la Soprintendenza aveva bocciato l’opera chiedendone la sospensione motivando il tutto con la mancata consegna dei progetti da parte del Comune facendo registrare anche la ludica kermesse di Paolo Ferrara – il consigliere comunale 5Stelle noto alle cronache per l’uso disinvolto di photoshop sui tombini e di ardite metafore sui social – che si è “incatenato” per protesta.
Ma se oggi gli attori principali dello scontro sono il Comune e la Soprintendenza – con le opposizioni alla finestra – il terreno della lotta è la ciclabilità.
La Raggi si rivende la creazione delle “ciclabili temporanee” con il solito refrain del “nessuno prima di noi lo aveva fatto”: 65 km, secondo il Sindaco, di ciclabili fatte di vernice, spostando parcheggi e cassonetti a centro strada, senza protezioni per i ciclisti che devono fare lo slalom fra fermate dei bus, incroci e parcheggi.
Però, a parte la Soprintendenza, di problemi e polemiche le ciclabili della Raggi ne hanno generato. Tuscolana costantemente bloccata per il restringimento della carreggiata, come Gregorio VII e, soprattutto, come Ostia dove si sta per aprire la stagione balneare dopo la lunga agonia dovuta alla pandemia. E dove la ciclabile creata male sul lungomare ha già creato problemi in passato: quanto meno ai disabili per i parcheggi distanti e ad Ama per la raccolta dei rifiuti degli stabilimenti.

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