• venerdì 17 Settembre 2021 09:18

Battibecchi e accuse reciproche: il primo confronto a quattro fra i candidati a Sindaco di Roma – l’uscente Virginia Raggi per il Movimento 5Stelle; Enrico Michetti per il centrodestra; Roberto Gualtieri per il centrosinistra; e Carlo Calenda per Azione – di fronte all’Ordine degli Architetti e incentrato sulla visione futura di Roma è stato bello scoppiettante.

LINK VIDEO: (29 luglio 2021) – L’INTERO CONFRONTO FRA I 4 CANDIDATI ALLA CASA DELL’ARCHITETTURA

Tanto che alla fine, all’ennesimo battibecco, Michetti ha preferito alzarsi e andarsene (“Roma non merita una rissa. Non erano queste le regole, se si hanno 5 minuti a testa si rispettano”) mentre gli altri tre continuava a darsi addosso stile “asilo mariuccia” su rifiuti e Roma-Lido.
Per la Raggi la partita era difficile in partenza: la città non funziona, è ferma; i servizi pubblici essenziali – trasporti, rifiuti, verde – sono sostanzialmente al collasso. Unica soluzione: scaricare le colpe. O sull’eredità trovata o su chiunque altro: la Regione e il Governo.
Non meno difficile l’esercizio di equilibrismo di Gualtieri: non può attaccare troppo i 5Stelle dato che in Regione governano con il Pd e hanno consistenti responsabilità sulla crisi dei rifiuti e dei trasporti.
Su carta, più semplice il compito per Calenda che può menar fendenti ovunque e per Michetti, apparso comunque non brillante, che può agevolmente rivendicare un ruolo egemone nel campo moderato lasciando che gli altri si azzuffino.
A parte il siparietto finale, i temi generali dell’incontro erano centrati sulla visione per Roma; l’analisi delle riforme necessarie e degli strumenti da mettere in campo. E, infine, su come attrarre investimenti e rendere la pubblica amministrazione più efficiente.
Un po’ tutti i candidati hanno sottolineato, più o meno con tinte analoghe, la necessità di semplificare le procedure e rendere la burocrazia meno “ostile” nei confronti del mondo reale.
Particolare attenzione – e relativi battibecchi – sulla questione di fondi e finanziamenti, a partire dal Recovery Plan. La Raggi ad attaccare Calenda e Gualtieri (“come ministri non avete portato un euro a Roma”) e i due a rispondere con un leitmotiv che va avanti da lungo: “non arrivano soldi perché il Comune da te amministrato non ha fatto un solo progetto da presentare”, con aggiunta ironica di Gualtieri sulle funivie smontabili.
Ancora, di fatto con un dibattito a tre – Raggi, Calenda e Gualtieri – e un Michetti (auto)marginalizzato, sono rimbalzate reciproche accuse ulteriori sul problema rifiuti, su quello della ferrovia Roma-Lido di Ostia, sulle grandi opere, a partire dalla Metro C.
Gualtieri: “Virginia, i fatti parlano da soli: il conto dei soldi persi da Roma per l’incapacità di progettazione è così ampio da far uscire il fumo dalle orecchie”; Raggi: “La trasformazione è in atto, con me continuera’ ad andare avanti. Roma è come una Ferrari, quando sono arrivata era completamente ferma, ora dobbiamo farla correre verso il futuro”; Calenda “Se Roma fosse una Ferrari sarebbe quella dove non si riuscivano a mettere bene le marce. Non si può progettare il futuro senza rimettere in piedi trasporti, rifiuti, manutenzione del verde”; Michetti “Roma ha avuto tanti momenti bui ma poi si è sempre ripresa, Ottaviano, dopo aver pacificato, ha garantito altri 500 anni di primato del pianeta. Roma va rigenerata”.

 

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