• venerdì 17 Settembre 2021 09:55

Si sblocca la discarica di Albano Laziale: avrebbe dovuto aprire, nelle intenzioni di Virginia Raggi, lo scorso lunedì 26 ma mancavano le polizze assicurative. Che ieri sono arrivate. Quindi, probabilmente da lunedì 2 agosto, i rifiuti potrebbero iniziare ad affluire nel sito di Albano che era chiuso dal 2016 dopo il rogo che distrusse l’impianto di Trattamento meccanico biologico (TMB).
La conferma della quasi certa prossima apertura arriva direttamente da Ecoambiente, la società proprietaria dell’impianto, che fa sapere, tramite il proprio amministratore delegato, Pierpaolo Lombardi, di aver inviato nel pomeriggio di ieri la tanto attesa polizza fidejussoria alla Regione Lazio.
Abbiamo inviato la polizza da 2,5 milioni di euro come richiesto -spega Pierpaolo Lombardi – ora attendiamo in settimana la risposta definitiva per aprire definitivamente l’invaso VII, come stabilito dall’ordinanza” che la Raggi, nella sua qualità di sindaco della Città Metropolitana, aveva emanato lo scorso 15 luglio. Il giorno dopo si era aggiunta una seconda ordinanza, firmata da Zingaretti, per regolamentare le quantità di rifiuti da far affluire ad Albano e alla discarica di Viterbo.
In attesa, però, delle polizze, la Ecoambiente ha iniziato i lavori per preparare l’invaso ad accogliere i mezzi in modo che i primi camion possano scaricare i rifiuti provenienti dagli impianti di trattamento, già dall’inizio della prossima settimana.
I lavori preparatori alla discarica di Albano Laziale
I lavori preparatori non sono passati inosservata all’associazione Associazione Salute Ambiente Albano – Cancelliera e al sindaco di Albano, Massimiliano Borelli, che annunciano una battaglia a suon di sit-in, in collaborazione anche con molti residenti e comitati, davanti al cancello d’entrata del sito per non far passare i camion Ama in arrivo.
Lo scorso giovedì, l’Associazione Salute e Ambiente più altre 17 fra associazioni e comitati locali, hanno preso parte alla seduta del Consiglio comunale di Albano durante la quale è emerso che il 27 luglio l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (Arpa) Lazio ha effettuo un sopralluogo ma senza “effettuare i prelievi di acque dai pozzi spia interni alla discarica per verificare la presenza o meno di eventuali inquinanti pericolosi per ambiente e salute umana” quanto solo per “non meglio precisati controlli a vista”.
La mobilitazione di Albano contro la riapertura della discarica si arricchisce anche di una richiesta spedita da 10 comuni del circondario alla Asl Roma 6 per conoscere le condizioni igienico-sanitarie dell’area circostante la discarica ed avere in mano eventuali dati e documenti che permettano di tentare, forse, all’ultim’ora, lo stop del riavvio della discarica, riavvio che avrebbe luogo “senza aver verificato preventivamente lo stato delle condizioni igienico-sanitarie e ambientali tutto attorno al sito”.
Nei paesi dell’hinterland monta la rabbia: “L’Ufficio Rifiuti regionale non risponde da mesi alle nostre istanze di revoca. C’è l’inquinamento delle falde acquifere, la distanza da case e scuole e le mancate bonifiche dei precedenti otto invasi“.

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