• venerdì 17 Settembre 2021 09:15

L’agonia politica della Giunta Raggi prosegue anche sull’assestamento di Bilancio, in discussone da martedì e che dovrebbe per legge essere approvato entro oggi. E che slitterà a lungo, senza che vi sia un accordo con le opposizioni. Un accordo preteso, con furbesco atteggiamento, dal sindaco, Virginia Raggi, che ieri, dopo due sedute saltate (una per la positività al Covid di un consigliere M5S), è intervenuta in Conferenza dei Capigruppo quando si è capito che di questo passo ci vorranno una quindicina di giorni per approvarlo. Forse, visto che la Raggi non ha più la maggioranza in aula da molti mesi.
Quindi, il Sindaco, prima ha forzato la mano per revocare il pubblico interesse sullo Stadio della Roma perdendo una intera settimana, e ora chiede unità e “senso di responsabilità, per approvare l’assestamento di bilancio e dare alla città risorse fondamentali”.
Soprattutto fondamentali per coprire l’ennesimo buco creato dall’incapacità della Giunta grillina: alla terza asta, alla quale il Comune, pur avendone annunciato l’intenzione, non si è mai presentato, uno dei depositi Atac da vendere per far soldi e coprire i pagamenti del Concordato preventivo, quello di piazza Ragusa, è andato ad Amazon, per altro molto ben scontato (da 14 milioni a poco più di 10). Il Comune ha tempo fino a giovedì per fare una controfferta. Per farla, però, servono i soldi nell’assestamento di bilancio.
Le aste sono iniziate nel maggio 2020: tempo per mettere i soldi ce n’era nell’assestamento 2020 e nel preventivo 2021. Si arriva, come cifra della capacità amministrativa della Giunta Raggi, all’ultimo minuto. E serve pure l’accordo con le opposizioni.
Se l’assestamento non sarà approvato entro mercoledì notte, giovedì il Comune non potrà rilanciare per il deposito di piazza Ragusa che finirà ad Amazon con verboso e vuoto scandalo di molti esponenti del centrodestra.
L’accordo con le opposizioni è fondamentale: finita la discussione generale è iniziata e va a rilento l’analisi di emendamenti e ordini del giorno: sono 3000, fra gli uni e gli altri, che vanno votati e, per quanto i tempi possano essere contingentati, ci vorranno giorni per finire tutto.
Inoltre, il vicepresidente dell’Aula, Sara Seccia (M5S) ha comunicato ai capigruppo di aver scritto al Prefetto per informarlo dello sforamento dei tempi cosa che comporta l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio e della Giunta.
“Non è il Covid a ritardare l’approvazione del Bilancio– attacca il capogruppo Pd, Giulio Pelonzi – ma il ritardo con cui è stato portato in commissione ed in Aula per far votare prima delibere elettorali come lo Stadio. È grottesco che oggi Raggi faccia appello alla responsabilità dell’opposizione”.

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