• venerdì 17 Settembre 2021 08:15

Non bastassero i bilanci zoppicanti e la lontananza dell’Amministrazione Raggi, per Risorse per Roma (RpR) – una delle società strumentali del Campidoglio, per conto del quale si occupa, fra l’altro, del patrimonio immobiliare, della pianificazione e progettazione, del supporto al Dipartimento Urbanistica e del condono edilizio – si apre anche un contenzioso con il personale.

Si tratta di un problema con 74 dipendenti, assunti all’epoca di Alemanno e provenienti dalle fila degli addetti ai controlli nei campi Rom, cui è stato applicato un contratto di lavoro da multiservizi, molto più basso degli altri addetti e mansioni di portineria.

In termini economici, a fine mese nelle tasche di questi 74 dipendenti entrano circa 900 euro nette che salgono a poco più di un migliaio grazie a una specie di superminimo.

A fine luglio, si sveglia la Giunta Raggi dopo un quinquennio di latitanza, e propone un nuovo contratto: secondo Gianluca Donini, sindacalista Ugl RpR, un livello in più ma soldi aggiuntivi pochi pochi e mansioni molto più elevate.

Economicamente, il vantaggio per i lavoratori si tradurrebbe in una cifra faraonica in più al mese: addirittura 9 euro netti (13 lordi). Solo che in cambio il Campidoglio vorrebbe che da portieri, di fatto i 74 diventerebbero quasi addetti agli sportelli. Insomma, un lavoro per il quale manca la qualifica e la cui remunerazione sarebbe alla Paperon de’ Paperoni.

Attacca il capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, Andrea De Priamo: “La Giunta Raggi, ai saldi di fine consiliatura, offende i 74 lavoratori di Risorse per Roma adibiti al servizio di prima accoglienza, prevedendo per loro dopo anni di promesse un aumento di livello capestro con un incremento economico irrisorio e beffardo. La Raggi fa campagna elettorale giocando malamente sulla pelle dei lavoratori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *