• martedì 27 Luglio 2021 14:57

Di proroga in proroga e siamo a otto. Per l’ottava volta la gara d’appalto per il servizio di trasporto in periferia – quella oggi gestita dal consorzio Roma Tpl – va in proroga. Mezzo miliardo di euro di proroghe. Già, perché sposta oggi, rimanda domani, il Campidoglio grillino ha garantito a Roma Tpl 48 mesi di contratto che, al valore di 10 milioni e mezzo al mese, fa un totale di 504milioni di euro.
Il Comune, nel 2010 in piena era Alemanno, mette a gara e poi affida il servizio di trasporto pubblico di un centinaio di linee di periferia. Sono quelle meno redditizie per Atac ma che impegnano comunque vetture.
Il 30 maggio 2018, alla scadenza del contratto, visto che dopo due anni di Giunta Raggi il bando non era pronto, arriva la prima proroga. Poi la seconda, a settembre 2018. Poi a terza a novembre 2018 fino a ottobre 2019. A ottobre 2019 la quarta, fino a ottobre 2020.
Poi la quinta a ottobre 2020, la sesta a dicembre 2020, la settima a febbraio 2021. E ora, l’ottava, fino al 1 settembre 2021 (ecco il testo dell’ottava proroga).
Non male per un Sindaco che, nel 2015, tuonava contro Ignazio Marino accusando la sua Amministrazione di “affidare servizi tramite proroghe o affidamenti diretti” concludendo con un ridicolo “ANAC stiamo arrivando! Procura e Corte dei Conti pure…”.

Ecco il link al post originale della Raggi

Un post controfirmato anche da Marcello De Vito, Daniele Frongia, Enrico Stefàno e Movimento 5Stelle Roma.
Si legge nella proroga ultima, firmata dal direttore della Centrale Unica Acquisti, Ernesto Cunto, “a seguito di quanto disposto dal Dipartimento Mobilità, i termini di presentazione delle offerte, già prorogati per il giorno 12 aprile 2021, sono ulteriormente prorogati al giorno 1 settembre 2021, ore 10,30. Pertanto la gara, già fissata per il giorno 13 aprile 2021, verrà espletata il giorno 2 settembre 2021, alle ore 9,30”.
La storia di questo travagliato appalto vede ben quattro sentenze del Tar e altrettante del Consiglio di Stato che hanno fatto a pezzi le previsioni iniziali del Comune che avrebbe voluto che i vincitori della gara, subentrando, avessero l’obbligo di acquistare le vetture, comprese quelle carbonizzate, come fossero state nuove.
E mentre il Campidoglio grillino elargiva a piene mani le munifiche proroghe, affidava sempre a Roma Tpl anche le linee S, quelle con i pullman granturismo già sospese una prima volta per assoluta inutilità e poi ripristinate grazie ai soldi messi a disposizione dalla Regione.
E pensare che quando a fine 2020 la stampa aveva sollevato il problema annunciando l’arrivo di nuove proroghe, il solerte ufficio smentite del Campidoglio emanava un dispaccio (qui il testo integrale) in cui si negava l’esistenza di proroghe.
Se e quando finiranno i rinvii, la gara prevede la consegna al privato di cento di linee di periferia, divise in due lotti, uno nella zona est da 50 linee, e uno in quella ovest sempre dal 50 linee.

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