• venerdì 17 Settembre 2021 09:16

Sulla mappa della città se ne contano oltre un centinaio, fra quelli minuscoli e quelli da grandi opere. Sono i cantieri aperti a Roma. Fanno capo al Comune, ai Municipi e, soprattutto, alle varie società del pubblici servizi, Acea, Italgas, compagnie telefoniche e di fibra ottica. A volte si tratta di cantieri dalla durata molto limitata, spesso invece con settimane di lavori. Qualche opera ha il vago sapore delle elezioni incombenti, altre dimostrano la lentezza e la difficoltà delle istituzioni di portare a termine i lavori.
I disagi per gli utenti sono molteplici: dai percorsi dei mezzi pubblici che variano alla carenza di parcheggi cancellati dai cantieri al traffico che impazzisce.
Più di una mezza dozzina sono nel centro storico. Come quello di piazza Venezia, quasi eterno. Dopo mesi di ritardi su quello di via IV Novembre, è ripartita una parte del cantiere sotto l’Altare della Patria, lato via del Teatro di Marcello. Poi, fra i cantieri più “consistenti” del centro, si segnala quello di via del Tritone, la cui conclusione è prevista per il 15 ottobre prossimo; poi quello di via dei Cerchi, dove si stanno riposizionando i sanpietrini; via Depretis, via dei Due Macelli, via di Campo Marzio dove sono in corso tutti lavori stradali.
Partendo proprio da centro, ci sono i cantieri per le piste ciclabili: via Marmorata, via Mattia Battistini, via Pineta Sacchetti. Come già avvenuto in precedenza per tutte le ciclabili create dal Campidoglio, le proteste sono piuttosto veementi. In molti lamentano, esattamente come avvenuto a Gregorio VII, sulla Tuscolana, sulla Prenestina, a Ostia, che la creazione delle ciclabili riduca troppo lo spazio per le carreggiate a disposizione dei veicoli a motore peggiorando così i già lenti tempi di percorrenza oltre che, come evidenziano alcuni video diffusi in rete, creare problemi ai mezzi di soccorso che rimangono imbottigliati nel traffico.
Ci sono poi da conteggiare i cantieri dovuti al dissesto stradale come a via dei Monti di Pietralata, in via Zenodossio, via Todi, via delle Robinie. Spesso, in questi casi, si tratta di cantieri lentissimi: via Zenodossio o via delle Robinie sono iniziati da oltre un mese a causa di smottamenti (a via Zenodossio finirono inghiottite un paio di auto) del terreno. Solo che per ripristinare le condizioni di sicurezza occorrono lavori particolarmente complessi.
Capitolo potature: in cinque anni di governo Raggi, chiacchiere di propaganda a parte, a ogni soffio di vento sono venuti giù alberi, rami, fronde. L’ultimo caso è viale Ippocrate dove i disagi si sono registrati per mesi con crolli vari e residui ammonticchiati a terra con un bel nastro giallo sopra. Dopo l’ultimo crollo, finalmente il Comune e il Municipio si sono mossi e, prima hanno chiuso la strada al transito, poi hanno dato il via libera alle operazioni di potatura. In pieno luglio, quando le piante non dovrebbero essere toccate, ora ci sono operai che segano e sminuzzano i rami. Altro cantiere da potature è in viale della Moschea. In entrambi i casi, non viene indicata una data specifica per la fine dei lavori ma solo fino a cessate esigenze.
Da ultimo ci sono i grandi cantieri. Come quello della creazione della piastra alla stazione Pigneto della Metro C con interscambio con le ferrovie regionali. Un cantiere quasi maledetto visto che il ritardo accumulato: i lavori preparatori di sistemazione delle gallerie dei sottoservizi avrebbero dovuto concludersi nell’estate del 2017, quattro anni fa. Tutte le previsioni sulle date di questo cantiere sono saltate. Rimangono però i disagi con l’intera viabilità di Casilina e Prenestina rivoluzionate da questo buco nero.
L’altro grande cantiere è quello della Stazione Tiburtina con l’abbattimento dei piloni di circa 500 metri della vecchia Tangenziale Est e il rifacimento dei capilinea dei bus con ritocchi vari anche sulle strade limitrofe come via Lorenzo il Magnifico.
In attesa di vedere aperti i cantieri promessi dal Campidoglio per il prolungamento del tram dal Verano alla Stazione Tiburtina, nel frattempo si procede a completare la rimozione dei detriti delle demolizioni con la creazione della nuova viabilità. Viabilità che, nelle intenzioni dell’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, particolarmente attento proprio allo sviluppo del quadrante Tiburtino/Pietralata, dovrebbe prevedere anche lo spostamento del capolinea dei pullman che vanno fuori Roma sul lato Est della Stazioni, quello verso Pietralata. Tutta roba che, comunque, riguarderà la prossima Amministrazione comunale.

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